Questo mio blog è quasi abbandonato.
E' una stazione dove il treno non passa e non c'è nemmeno più nessuno ad aspettarlo.Oggi ne ho bisogno più che mai, anche se quello che scriverò non avrà senso.
In fondo non me ne frega niente di cosa viene fuori, l'importante è che forse rileggendo sia io a capire e a far chiarezza in questa confusione.
Giacomo Leopardi è stato il precursore di questo blog e sono contento che le mie parole derivino da una sua opera.
Si perchè questo blog è uno zibaldone di pensieri, tutti i blog autobiografici lo sono.
E' passato tanto tempo dall'ultima volta in cui mi sono chiuso in camera aggrappandomi al blog, alla forza delle parole.Ultimamente non ho più l'esigenza di scrivere, non ho perso i miei momenti di riflessione, questo no, ora però non ho la perseveranza di buttare giù un'emozione provata.
Ci sono dei momenti in cui vorrei avere subito a portata di mano una penna e un foglio per non perdere nemmeno un particolare, ma è il silenzio, il silenzio a vincere.
E le parole rimangono dentro di me, narrate da me per essere ascoltate solo da me.
Ma oggi è diverso..oggi le parole e questo spazio raccoglieranno il mio sfogo nel tentativo di non farmi collassare.
Io non sono nato per vivere nell'apatia. Non posso ritrovarmi sveglio alle 4 di mattina cercando di capire che ne sarà di me.
Io sono quello che ride che si diverte che non fa polemica che sopporta e capisce sempre tutti.
E invece mi ritrovo ad essere triste, nervoso, esaurito, allucinato.
Non trovo il modo per uscirne, non lo trovo.
Devo rispondere alle aspettative, dimostrare sempre, fare i comodi di tutti per non scontentare nessuno.
Odio quest'ansia, questi respiri che non si completano, questo caldo del cazzo che non ti fa respirare e ti ricorda che tanto al mare quest anno non andrai.
A volte mi chiedo se quello che faccio serve veramente a qualcosa.
Non vedo i miei amici da più di due settimane.
Divento irascibile, sembro chiuso nella gabbia di uno zoo, privato della mia natura.
E' questo che sento: ogni cosa mi viene portata via mentre io assecondo il dovere.
Mi viene portata via l'allegria, la brillantezza ( e di che cazzo parla uno che vede solo libri dalla mattina alla sera?, che esperienze ha uno cosi?); mi vengono portate via le forze mentali e fisiche ( questa pancia del cazzo ad esempio).
Ho lei, voglio lei e solo lei e non sopporto nessun altro.
Le persone di 50 anni ti dicono:" se tornassi indietro quante cose farei diversamente."
Ecco siccome lo so benissimo che quest'età non tornerà più voglio godermela tutta o almeno voglio fare il mio dovere senza doverci morire appresso.
Eppure quando si tratta di accettare i loro consigli i 50enni ti riportano sulla strada che hanno fatto loro.
Della serie...ci siamo passati tutti.
Non me ne frega un cazzo chi ci è passato e chi no, mi basta guardarmi intorno per vedere che non è propriamente cosi.
Vorrei soltanto per un pò assaporare di nuovo il sapore della libertà.
| inviato da
_leo_ il 23/6/2008 alle 15:40 | |